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Platos italianos en Nueva York… que en Italia no existen

Hay platos que en Italia no existen, o no son así de famosos. Sin embargo los americanos están convencidos que son la base de nuestra alimentación. No son italianos, sino que son italoamericanos. Veamos algunos.

1) Pasta con pollo o pizza con pollo

 El pollo lo es todo para un americano. Sobre todo si es frito. No es de maravillarse que hayan creado la pasta con pollo, con salsa de pollo, o tantas otras variaciones que promocionan la unión de la pasta con el pollo. Pero en Italia, que yo sepa, esta tradición no existe. Sin embargo muchos del otro lado del océano están convencidos que esta es la base de nuestra alimentación. Qué error. Nosotros en general comemos el pollo casi siempre sólo.

 

2) La kétchup con la pasta

 Para nosotros italianos, la idea simplemente nos causa horror, sin embargo un plato como este en los Estados Unidos es considerado como “italiano”. Entonces, para estar claros,  por más irreverente y horrendo que sea, mezclar la pasta con la kétchup es considerada una tradición italiana!!

 

3) Fettuccine Alfredo

Si intentan explicarles que en Italia, estos fettuccine Alfredo, y sobre todo la salsa Alfredo no existen, los americanos podrían desmayarse. Es como descubrir que el hombre nunca hubiera ido a la Luna. Para ellos la salsa Alfredo es el símbolo de la Dolce vita romana, y es algo de lo más auténtico que puede existir. De hecho este plato nació en Italia, en Roma en 1908, inventado por Alfredo di Lelio, para crear algo que pudiera convencer a su esposa inapetente para que comiera. De base se mezcla mantequilla y parmesano, luego se pueden agregar otros ingredientes, entre los cuales se puede agregar camarones. Pero lo divertido es que este plato, que se perdió en Italia, se volvió famosísimo en los Estados Unidos. Un plato italiano que en Italia no existe!

 

4) Spaghetti con albóndigas (meatball)

Para nosotros, sobre todo en el sur, existe algo similar. Pero con las albóndigas pequeñas. Pero es imposible pensar poner albóndigas gigantes sobre la pasta. Mucho menos por motivos de estética. Tal vez se podría condimentar la pasta con la salsa de las albóndigas, pero luego las albóndigas te las comes aparte, o haces albóndigas pequeñas. Spaghetti con meatball son la base de la alimentación americana. Prueben ir a un diner. Y estén seguros que les dirán que es un plato italiano, de hecho, muy italiano.

 

5) Ensalada César

También en este caso hablamos de un plato italianísimo, al menos para los americanos. Pero en Italia nadie tiene idea de lo que es, nadie le pide a su madre que le prepare una ensalada César. Aunque –esta vez debemos admitirlo- en este caso el plato es bueno. Se trata de vestir la ensalada con queso parmesano, trocitos de pan y pollo. A esto se le añade un condimento hecho de limón, huevos y salsa de Worcesterhire. También en este caso, quien la inventó fue un italiano Caesar Cardina, que emigró a California. Pero, en Italia, no hay rastro!



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  • Ines Di Lelio en

    HISTORY OF ALFREDO DI LELIO CREATOR IN 1908 OF “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” (“FETTUCCINE ALFREDO”), NOW SERVED BY HIS NEPHEW INES DI LELIO, AT THE RESTAURANT “IL VERO ALFREDO” – “ALFREDO DI ROMA” IN ROME, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 30

    With reference to your article I have the pleasure to tell you the history of my grandfather Alfredo Di Lelio, who is the creator of “Fettuccine all’Alfredo” (“Fettuccine Alfredo”) in 1908 in the “trattoria” run by his mother Angelina in Rome, Piazza Rosa (Piazza disappeared in 1910 following the construction of the Galleria Colonna / Sordi). This “trattoria” of Piazza Rosa has become the “birthplace of fettuccine all’Alfredo”.
    More specifically, as is well known to many people who love the “fettuccine all’Alfredo", this famous dish in the world was invented by Alfredo Di Lelio concerned about the lack of appetite of his wife Ines, who was pregnant with my father Armando (born February 26, 1908).
    Alfredo di Lelio opened his restaurant “Alfredo” in 1914 in Rome and in 1943, during the war, he sold the restaurant to others outside his family.
    In 1950 Alfredo Di Lelio decided to reopen with his son Armando his restaurant in Piazza Augusto Imperatore n.30 “Il Vero Alfredo” (“Alfredo di Roma”), whose fame in the world has been strengthened by his nephew Alfredo and that now managed by me, with the famous “gold cutlery” (fork and spoon gold) donated in 1927 by two well-known American actors Mary Pickford and Douglas Fairbanks (in gratitude for the hospitality).
    See the website of “Il Vero Alfredo” (also for franchising news).
    I must clarify that other restaurants “Alfredo” in Rome do not belong and are out of my brand “Il Vero Alfredo – Alfredo di Roma”.
    I inform you that the restaurant “Il Vero Alfredo –Alfredo di Roma” is in the registry of “Historic Shops of Excellence” of the City of Rome Capitale.
    Best regards Ines Di Lelio

    IN ITALIANO

    STORIA DI ALFREDO DI LELIO, CREATORE DELLE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” (“FETTUCCINE ALFREDO”), E DELLA SUA TRADIZIONE FAMILIARE PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” (“ALFREDO DI ROMA”) IN PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA

    Con riferimento al Vostro articolo ho il piacere di raccontarVi la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, inventore delle note “fettuccine all’Alfredo” (“Fettuccine Alfredo”).
    Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
    Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è “the birthplace of fettuccine all’Alfredo”.
    Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.
    Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna, Alfredo Di Lelio decise di trasferirsi in un locale in una via del centro di Roma, ove aprì il suo primo ristorante che gestì fino al 1943, per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia.
    Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1950 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante “Il Vero Alfredo” (noto all’estero anche come “Alfredo di Roma”) in Piazza Augusto Imperatore n.30 (cfr. il sito web di Il Vero Alfredo).
    Con l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose “fettuccine all’Alfredo” al doppio burro da me servite, con l’impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con 2 “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità).
    Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono e sono fuori dal mio brand di famiglia.
    Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza – sezione Attività Storiche di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.
    Grata per la Vostra attenzione ed ospitalità nel Vostro interessante blog, cordiali saluti
    Ines Di Lelio


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